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Monte Saraceno

Mattinata: Monte Saraceno
Stele Dauna
Su Monte Saraceno, a circa quattro chilometri dal paese, da visitare la necropoli Dauna con circa 500 tombe fra X e XII secolo avanti Cristo. Sono piccoli sepolcri scavati nella roccia di poco più di un metro cubo.

Nella zona sono state rinvenute diverse sculture in pietra denominate "Pietre del Gargano"(*).

Sono sculture protostoriche simili a "teste di Modigliani". Teste e scudi rappresentavano i segnacoli delle tombe.

Le pietre di Monte Saraceno, timide espressioni d'arte, spiegano quindi e giustificano le più complesse orditure delle stele daunia, che ritrovano proprio qui tra le bianche rocce del Gargano le loro radici.

Sono queste bianche pietre scolpite con pochi tratti geometrici che affascinano e stupiscono, una produzione originale ed autonoma che si colloca in anticipo rispetto alla grande fioritura delle stele istoriate della piana di Siponto e in genere del Tavoliere. Un'arte che non trova confronti in altre aree italiche.

Gli studiosi sono del parere che la popolazione di Monte Saraceno rappresenti, tra gli insediamenti della prima età del ferro in Italia e in Europa, un punto di riferimento culturale essenziale per la sua approfondita e originale concezione dell'Aldilà, come testimoniano le sculture funerarie: forme espressive elaborate, che precedono di gran lunga i successivi tentativi di arte astratta nella preistoria.

Di dove veniva alla gente garganica questa specifica maturità culturale?. Indubbiamente da un'innata creatività e dai rapporti con le popolazioni della costa dalmata al di là del mare. Prima di questa scoperta, reperti di scultura funeraria erano venuti alla luce soltanto nell'insediamento di Nesazio, nell'Istria.

La gente di questo villaggio, che non conosceva ancora la scrittura, usava la scultura come linguaggio per comunicare non tanto emozioni o sentimenti, quanto un vero e proprio messaggio escatologico, un'affermazione del destino dell'uomo. Le sculture di teste trovate nella necropoli garganica hanno, a differenza del busto della dea ignota, i tratti ben delineati in ogni particolare: rappresentano i volti dei defunti, e qui lo scultore anonimo non ha esitato a esprimersi con compiutezza.

(*) in mostra al Museo civico di Mattinata
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